La Nová Vlna – Il cinema della Primavera di Praga @ Palazzo della Gran Guardia, Verona [dal 13 marzo su 4 aprile]

La Nová Vlna – Il cinema della Primavera di Praga


246
13
mar
 
- 4
apr
16:00 - 23:30

 Pagina di evento
Palazzo della Gran Guardia
1 Piazza Bra, 37121 Verona
Cinquant'anni fa, esattamente di questi giorni, il mondo spaccato in due dalla Guerra Fredda vide accendersi una fiammella di speranza. Veniva da Praga, la capitale della Cecoslovacchia, un Paese a sovranità limitata del blocco sovietico, dove dal 1948 era al potere un partito comunista che aveva soffocato con il pugno di ferro non solo ogni espressione di libertà, ma anche ogni elemento di dissenso al proprio interno. Per cui sembrò miracoloso che nel gennaio 1968 prendesse la guida del partito e quindi del Paese un uomo dall'aspetto mite, Alexander Dubček, che prometteva riforme libertarie e un «socialismo dal volto umano». Fu battezzata immediatamente la Primavera di Praga.
E Dubček non era solo. Da almeno un quinquennio, infatti, nella società e nella cultura cecoslovacca si agitavano fermenti di inquietudine. Uscivano libri che prima non potevano uscire, di autori che sarebbero poi divenuti pilastri della letteratura mondiale, come Bohumil Hrabal o Milan Kundera; sui palcoscenici andavano in scena spettacoli di Miloš Macourek, Václav Havel o Jan Vyskočil, che ispirandosi al teatro dell'assurdo di Beckett, Ionesco e Topol mostravano tutta l'insensatezza di un regime cieco; nei locali si suonava jazz e si cantavano e si ballavano le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones; ma — soprattutto — nelle sale cinematografiche uscivano film che sfidavano la censura. Pellicole di giovani registi della generazione degli anni Trenta, poco più o poco meno che trentenni, quasi tutti formati alla scuola di cinema di Praga, la FAMU, che faceva parte dell’Accademia delle arti, sotto la guida di registi della generazione precedente che avevano mal sopportato le rigide norme imposte dal realismo socialista sopravvissuto a Ždanov, a Stalin e alle loro varianti locali.
La Primavera di Praga, nata all’inizio dell’inverno, non arrivò alla fine dell’estate. Nella notte tra il 20 e il 21 agosto i carri armati del Patto di Varsavia invasero il Paese e soffocarono ogni libertà. Ancora peggiore furono gli anni immediatamente successivi, quelli della cosiddetta “normalizzazione”. Chi potè fuggire, fuggì, preparandosi a una vita d’esilio che sarebbe durata anni. Gli altri cercarono di sopravvivere, spesso piegandosi, per poter lavorare, alle richieste del regime.
A quella breve e straordinaria stagione di libertà espressiva, il Verona Film Festival del Comune di Verona dedica a partire dal 14 marzo una corposa rassegna cinematografica, curata da Giancarlo Beltrame e Paolo Romano, che mostrerà nella Sala Convegni della Gran Guardia undici lungometraggi e altrettanti cortometraggi. Opere in larga parte mai uscite nelle sale cinematografiche italiane e conosciute solo nel circuito dei festival, ma di una straordinaria e vibrante bellezza, intrise com’erano della voglia di dire tutto ciò che secondo i canoni del partito non si poteva dire e con una sperimentazione narrativa e stilistica che sembrava non conoscere limiti.
“Il Sessantotto a Praga”, dice l’assessore alla Cultura Francesca Briani, “fu l'anno dei sogni infranti. Delle vite spezzate. Come quella di Jan Palach, autoimmolatosi per protesta nella piazza San Venceslao a Praga. Come quella di Dubček, privato di ogni carica e spedito a lavorare nei boschi come operaio forestale. Ritengo quindi importante che il Verona Film Festival mostri, soprattutto a chi quegli anni non li ha vissuti, quale straordinario fermento libertario aveva preceduto la svolta di Praga, creando le premesse di un tentativo politico tanto coraggioso quanto fallimentare”.

I film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano
Le proiezioni sono riservate ai maggiori di 14 anni
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti
L'accesso alla sala non sarà consentito a proiezione iniziata

La rassegna è stata realizzata in collaborazione con:
Centro Ceco e Slovak Film Institute
Con il sostegno di: Agsm e Amia
Con il patrocinio di SNCC Triveneto

Info: Tel. 0458005348 veronafilmfestival.comune.verona.it

PROGRAMMA
MARTEDÌ 13 MARZO
ore 16.00
Dům radosti — La casa della gioia
di Evald Schorm — anno 1965 — durata 22’
Slnko v sieti — Il sole nella rete
di Štefan Uher — anno 1962 — durata 94’
ore 18.00
Fadni odpoledne — Pomeriggio noioso
di Ivan Passer — anno 1965 — durata 14’
Intimni osvětleni — Illuminazione intima
di Ivan Passer — anno 1965 — durata 70’
ore 21.00
Obchod na korze — Il negozio al corso
di Jan Kadar ed Elmar Klos — anno 1965 — durata 128’

MARTEDÌ 20 MARZO
ore 16.00
Sběrne surovosti — Materie prime da collezione
di Juraj Herz — anno 1965 — durata 30’
Happy End
di Oldřich Lipsky — anno 1967 — durata 70’
ore 18.00
Podvodnici — Truffatori
di Jan Němec — anno 1965 — durata 10’
Zharada — Il giardino
di Jan Švankmajer — anno 1968 — durata 16’
O slavnosti a hostech — La festa e gli invitati
di Jan Němec — anno 1966 — durata 68’
ore 21.00
Smrt pana Baltazara — La morte di Baltazar
di Jiři Menzel — anno 1965 — durata 24’
Ostře sledovane vlaky — Treni strettamente sorvegliati
di Jiři Menzel — anno 1966 — durata 93’

MERCOLEDÌ 28 MARZO
ore 16.00
Marketa Lazarova
di František Vlačil — anno 1967 — durata 166’
ore 21.00
Automat Svět — Buffet Mondo
di Věra Chytilova — anno 1965 — durata 23’
Sedmikrasky — Le margheritine
di Věra Chytilova — anno 1966 — durata 76’

MERCOLEDÌ 4 APRILE
ore 16.00
Romance
di Jaromil Jireš — anno 1965 — durata 23’
Žert — Lo scherzo
di Jaromil Jireš — anno 1969 — durata 81’
ore 18.00
Hori, ma panenko — Al fuoco, pompieri!
di Miloš Forman — anno 1967 — durata 73’
Oratorium pro Prahu — Oratorio per Praga
di Jan Němec — anno 1968 — durata 30’
ore 21.00
The Unbearable Lightness of Being
L’insostenibile leggerezza dell’essere
di Philip Kaufman — anno 1988 — durata 172’

VENERDÌ 30 MARZO – EVENTO SPECIALE
ore 17.00
Biblioteca Civica, Sala Farinati — via Cappello 43
La letteratura e il teatro nella Primavera di Praga
incontro con Stefano Aloe
Professore associato di Slavistica, Universita di Verona
In collaborazione con: Biblioteca Civica di Verona e Dipartimento di Lingue e Letterature straniere dell’Universita di Verona
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